Intervista a Go Marche

Sarà il giovane cantautore Luca Lattanzio, marchigiano d’ adozione, ad aprire, sabato 10 settembre, il concerto che Albano Carrisi terrà allo stadio comunale di San Paolo di Jesi (An).
ANCONA - Suona la chitarra, compone melodie, è autore di testi. Questo è Luca Lattanzio, 27enne nato a Milano, che da anni vive a Numana. Non solo ha iniziato a cantare giovanissimo, ma è dall’ età di 15 anni che si dedica alla composizione di canzoni: sono più di 100 i pezzi che fanno parte del suo repertorio, tra cui alcuni in lingua inglese e spagnola. Lo abbiamo conosciuto e ci ha parlato di come si è avvicinato alla musica, della passione per questo mondo che da sempre lo accompagna, della strada che ha percorso e dei suoi progetti per il futuro.Quando e come è nata la tua passione per la musica?
Mi sono avvicinato alla musica da piccolissimo, è una cosa che ho sempre sentito dentro di me. A 15 anni ho preso in mano una chitarra e, quasi automaticamente, mi sono ritrovato a scrivere canzoni e non mi sono più fermato. Comunque sì, credo che la musica, come il canto, siano passioni che si hanno dentro e che pian piano esplodono. Tante e diverse possono essere poi le ragioni per cui uno scrive: guarda me, ho iniziato a farlo da adolescente ed a quell’ età di motivi ce ne sono decisamente.
Quando ti sei avvicinato a questo mondo c’ è stato un artista in particolare a cui ti sei ispirato?
No, non posso parlare di un artista preferito. Di musica ne ho sempre ascoltata tanta, soprattutto italiana, dagli anni ’60 in poi, predilegendo soprattutto i cantautori. A 18 anni ho anche iniziato a studiare canto da tenore e sono stato entusiasmato dall’ unione tra musica leggera e classica.
Pensando ad un duetto, chi vedresti bene al tuo fianco? Con chi ti piacerebbe esibirti?
Non mi viene in mente un nome in particolare, ma sicuramente sceglierei una voce italiana. Da noi oggi va molto di moda la musica straniera, soprattutto lo stile anglosassone, ma io credo che ognuno con la musica dovrebbe essere portatore del proprio mondo e rappresentare la realtà in cui vive. Ecco, pensandoci meglio, se dovessi scegliere un partner mi piacerebbe esibirmi accanto a qualcuno con una voce “sbarazzina”, come quella di Syria per esempio.
Suoni la chitarra, componi melodie e sei autore ed interprete di testi: quale di queste cose senti più tua?
Amo sia scrivere che cantare, non potrei scindere le due cose, non ce n’ è una che prevale sull’ altra. Indubbiamente, però, la gioia che si prova cantando le proprie canzoni è fortissima. Ti puoi ritrovare a cantare in pubblico cose che magari hai scritto in una stanza piccola in chissà quale momento della tua vita, cose che ti partono da dentro. Quando è dalla propria intimità che escono le canzoni l’ emozioni che si prova cantandole non può che essere doppia.
Quest’ estate è uscito “Sotto le stelle”, qual’ è stata la risposta di pubblico e critica a questo tuo nuovo singolo?
Molto buona. La risposta di pubblico e critica è stata anche al di sopra delle mie aspettative. Anche se l’ ho cantata tantissimo in giro pensavo che, come capita spesso, avesse bisogno di maggior tempo per essere assorbita, invece l’ impatto è stato immediato, è piaciuta subito. Anche sulle radio che la passano, quelle del centro-italia, sta andando bene.
Nel 2003 sei stato l’ ideatore e la voce solista dello spettacolo "Ci ritorni in mente" dedicato a Lucio Battisti, perché quest’ idea?
Le canzoni di Battisti mi piacciono molto, mi hanno sempre emozionato e non sono solo nel mio cuore, ma nel cuore di molti di noi, soprattutto quelle scritte da Mogol. La mia idea era quella di rendere omaggio, di fare un vero e proprio tributo a colui che indiscutibilmente rappresenta una parte della storia italiana. In realtà la mia voce non si abbina molto alla sua, ma ho comunque cercato il modo di interpretare al meglio le sue canzoni, di riadattare le musiche alla mia maniera e sia il lavoro che c’ è stato dietro che il risultato mi hanno dato una carica non indifferente.
Sei nato a Milano, ma da anni vivi a Numana: che rapporto hai con la nostra regione?
Io mi sento marchigiano a tutti gli effetti perché praticamente sono cresciuto in questa regione. Della Marche posso solo dire bene. Nonostante, magari, una diffidenza iniziale dovuta al fatto di non “essere un nome conosciuto”, dovunque sono andato sono stato sempre accolto nel migliore dei modi ed apprezzato per le cose che faccio.
Che progetti hai per il futuro?
Non sono proiettato verso un futuro lontano, vivo giorno per giorno. In questo periodo mi sono dato molto da fare e stanno venendo fuori sempre nuove situazioni, quotidianamente però. Il 10 settembre, per esempio, sarò in concerto a San Paolo di Jesi con Albano e devo quest’ occasione alle diverse apparizioni che di volta in volta, girando tanto, ho proposto. Gli organizzatori dei suoi concerti mi hanno sentito cantare in una delle mie serate, gli sono piaciuto e mi hanno proposto di affiancarlo sui palchi marchigiani. Oltre a rappresentare la “ciliegina sulla torta” di questo fine stagione, spero che questa possibilità mi permetta anche di aprire nuovi orizzonti.
Che consigli daresti ad un giovane che, come te, vorrebbe farsi strada nel panorama musicale?
Ne posso dare pochi proprio perché sono giovane e nonostante siano tanti gli anni da cui vado in giro a cantare per me è sempre un inizio. Oggi poi non è facile percorrere la strada della musica, in generale per il momento di crisi che sta attraversando la discografia, in particolare, se faccio riferimento alla realtà marchigiana, per la mancanza di grandi centri di produzione. L’ unica cosa che mi sento di dire, comunque, dire è di essere tenaci. Il fatto di avere grinta e di credere in quello che faccio mi ha sempre aiutato tanto.
Basta Un Attimo
Luca Lattanzio, giovane promessa del panorama musicale italiano
STRAGI DEL SABATO SERA? “NON CI STO”
La sicurezza stradale è un tema attualissimo e di grande interesse sociale.
Lariano è stata orgogliosa di ospitare uno tra gli eventi più importanti che si stanno svolgendo in questo periodo al fine di porre un freno alle stragi del sabato sera.
Parliamo della campagna di sensibilizzazione “Basta un attimo”.
Protagonista musicale della stessa campagna è Luca Lattanzio, giovane cantautore, marchigiano di adozione che, nel 2007 ha composto “Non ci sto” il brano che successivamente è stato scelto come canzone ufficiale dell’intera campagna sociale.
Luca, nato a Milano nel 1978, già nel 2003 fa sentire la sua voce in "Ci ritorni in mente" un tributo a Lucio Battisti patrocinato dalla Regione Marche.
Nel 2005 Rai tre dedica una rubrica al giovane cantautore e il 2007 è l’anno della svolta in campo discografico.
Proprio in questo anno, infatti, pubblicail suo primo album, “Salta nel mio cuore”.
Nel Maggio 2008 riceve il premio dal progetto"le ragazze di Benin City"al salone Internazionale del libro di Torino.
Molte sono le canzoni di trattazione sociale tra esse, il brano "Da quanto tempo” che racconta la storia vera di una ragazza vittima della tratta e ridotta in schiavitù.
In occasione del concerto che che si è tenuto a Lariano lo scorso sabato, abbiamo incontrato il giovane cantante prima della sua esibizione.
Luca parlaci del tuo percorso musicale.
“Sono un giovane cantautore e scrivo da quando ero bambino.
Questa è solo una delle tante iniziative sociali alle quali mi piace partecipare anche perché i miei stessi testi partono sostanzialmente da temi sociali.
Io guardo la realtà, e traggo ispirazione da ciò che mi accade e da ciò che vedo.
La società, la vita sono fatte di tante storie diverse, d’amore ma anche di altro.
In alcuni testi tratto il tema della prostituzione, in un altro parlo di un ragazzo africano.
Sono temi che in ambito discografico vanno un po’ controcorrente ma io credo in ciò che faccio e baso il mio mestiere di cantautore sulle emozioni che mi suscitano le cose che sono intorno a noi.
Anche “Non ci sto” è nato da una storia che mi ha colpito, la campagna “Basta un attimo” è venuta dopo la composizione di questo brano”.
A questo proposito, come sei giunto a questa importante iniziativa?
“Il brano, come ho già detto, l’ho scritto non sapendo della campagna “Basta un attimo”.
Successivamente ho letto su un giornale di questa rilevante iniziativa, ho inviato il mio brano “Non ci sto” ed è stato selezionato.
Da qui è partito tutto il motore che ha portato me e la mia musica all’interno delle radio e delle Università.
Sostanzialmente le canzoni non cambiano il mondo ma è sicuramente un modo per tradurre le proprie emozioni e se si possono veicolare anche messaggi importanti, ci si può soltanto guadagnare”.
Cosa ti senti di dire ai giovani d’oggi, tuoi coetanei, in merito alla sicurezza stradale?
“Nel mio brano dico Non sei da solo, nella strada del ritorno, c’è qualcuno che ti aspetta.. e nessuno vuole piangere per te. Questo mi sento di dire. Divertirsi va bene, è giusto, anche bere, ma non rischiare la vita. Rischiare la propria e mettere in pericolo quella altrui, quella di persone che non c’entrano nulla.
Godersi la vita è giusto, perderla per divertimento non ha senso”.
Giovanna Di Carlo




